Obiettivo: zero incidenti

Intervista a Luca Studer, ingegnere responsabile del Laboratorio di Mobilità e Trasporti, docente e ricercatore del Politecnico di Milano. Il corso che presiede a Milano, Circolazione e Sicurezza Stradale, comprende lo studio della viabilità e della sicurezza stradale.

Professore, quali sono gli obiettivi del suo lavoro?
“L’obiettivo degli esperti nel mio campo è quello della ‘vision zero’ ossia riuscire a portare le incidentalità più vicine allo zero possibile. Siamo a metà strada. Abbiamo ridotto notevolmente gli incidenti, abbattendo grandi ostacoli. Ci ha aiutato molto il ‘sistema Tutor’ che ha un impatto di tipo emotivo sui conducenti: genera paura di multe e sanzioni. Non credo sia una soluzione ottimale, ma indubbiamente funziona.”

Cartoline Luca Studer 800x500Quali trend state rilevando in una città come Milano?
“Nelle auto le incidentalità stanno calando, ma nelle due ruote non è così: le immatricolazioni di motorini sono aumentate e penso sia un effetto collaterale di Area C [la congestion charge che regola gli accessi nella Ztl nel centro di Milano]. Forse uno dei problemi è che non tutti sono abituati alla guida a due ruote: dai nostri studi emerge che moltissimi incidenti coinvolgono motorini e scooter, e spesso le cause principali sono la distrazione alla guida e l’alta velocità.”

Quali sfide prevede per il futuro?
“La prossima grande svolta saranno le macchine completamente automatiche, come le Google Car, che eliminano il ‘fattore umano’
nascerà un altro modo di spostarsi e, secondo me, veicoli di questo tipo non tarderanno molto a conquistare le nostre strade. I sistemi di trasporto automatici migliorano sensibilmente anche la sicurezza: tutti noi, ma soprattutto i giovani, purtroppo ci sentiamo protetti e invincibili a bordo del nostro veicolo, tanto da cedere alla tentazione di fare addirittura foto e video mentre siamo alla guida. È una moda pericolosissima, ma non la percepiamo come tale, non realizziamo davvero quanto sia pericoloso il mezzo che conduciamo. Per questo, i sistemi di trasporto più sicuri sono quelli automatici dove l’uomo “comune” non mette mano, come i treni o gli aerei: qui la componente umana è minima e le statistiche sugli incidenti diminuiscono drasticamente.”

In base alla sua esperienza, quale conseguenze può generare una campagna di prevenzione come quella di TIM Guarda Avanti?
La viralità di un progetto come #guardaavanti può indurre molti utenti, penso soprattutto ai più giovani, a riflettere maggiormente prima di utilizzare lo smartphone alla guida, e può quindi generare maggior sicurezza stradale. Aiuterà a reindirizzare la moda, perché tutto quello che è ‘sfigato’ non piace ai ragazzi, e neanche agli adulti
un giorno si arriverà a pensare: non è figo un ragazzo che impenna, è figo uno che guarda avanti!”