Intervista a Vincenzo Borgomeo

SE DOVESSI DARE UN VOTO AL TUO LIVELLO DI ATTENZIONE DURANTE LA GUIDA (AUTO E/O MOTO) QUALE SAREBBE? MOTIVA IL VOTO

“Quello che conta è sempre darsi un voto molto basso. Il pericolo in macchina arriva sempre quando ci si sente al sicuro, quando cala il livello di allerta. Quindi se dovessi pensare ad un voto tenderei sempre a pensare ad una grave insufficienza, ma non per effettive manovre pericolose, solo per avere un atteggiamento meno remissivo verso un tema che non accetta distrazioni o compromessi. Insomma, se pur rispettando tutte le regole ci si assegna un voto insufficiente, siamo sulla strada giusta….”.

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RICERCHE RECENTI INDICANO UN’ALTA PERCENTUALE DI PERSONE CHE UTILIZZANO IL PROPRIO SMARTPHONE ALLA GUIDA, TU COME TI PONI NEI CONFRONTI DI QUESTA ABITUDINE?

“C’è una famosa battuta che gira su twitter e di cui ormai si ignora la paternità. Ed è questa: “Stasera esco con chi amo davvero, il mio smartphone”… Siamo tutti iperconnessi e tutti ipercollegati, ovvio che anche in auto tutti conserviamo sempre queste abitudini. Ma in ogni caso quando guido non lo uso mai, una volta che lo prendi in mano la tentazione di vedere chi ti scrive, ecc. ecc. diventa troppo alta. Alle scuole di guida sicura e di guida veloce la prima cosa che ti insegnano è come aumentare il livello di concentrazione. Perfino il climatizzatore e i comandi secondari più basic sono vietati, figurarsi uno smartphone. Quando si guida si guida. E basta”.

QUALI SONO LE TECNOLOGIE /APPLICAZIONI CHE CONOSCI E CHE, A TUO AVVISO, POSSONO ABBASSARE I RISCHI LEGATI ALLA DISTRAZIONE DA CELLULARE?
“Ce ne sono tante ed è bene usarle tutte il più possibile. Ci sono però statistiche che dimostrano come perfino le telefonate sicure (con auricolari o sistemi vivavoce) aumentano la possibilità di incidenti in modo esponenziale. Il 20% degli incidenti stradali mortali legati alle telefonate avvengono nei 5 minuti dopo che l’automobilista ha attaccato. Senza arrivare ad immaginare telefonate terribili tipo ‘Amore oggi ti lascio’ la mente dopo una telefonata si deconcentra dalla guida…”.

QUAL E’ IL VALORE PIU’ IMPORTANTE, A TUO AVVISO, DA TRASMETTERE AD UN RAGAZZO CHE SI APPROCCIA ALLE 2/4 RUOTE?

“Che cos’è la sicurezza stradale? In un Paese come il nostro dove muore una persona ogni due ore in incidenti la domanda rimane sempre sospesa, senza una risposta. Lo chiesi una volta ad un comandante di un distaccamento della polizia stradale. Mi disse: ‘Difficile dirlo, però vieni con me, qui dentro sta succedendo qualcosa che vale più di mille discorsi’. Mi portò in una stanza dove un uomo urlava, minacciava ed inveiva contro la Polizia e spiegava che il figlio, a cui avevano appena ritirato la patente, non correva troppo, che le leggi erano troppo severe. Uscimmo da quella stanza. Pochi passi ed entrammo in un’altra stanza. Lì c’era un altro uomo. Stavolta piangeva stravolto: un agente gli aveva appena ridato una patente, quella di suo figlio appena morto in un incidente stradale.
La scena spesso, purtroppo, si ripete. E “Meglio un ragazzo senza patente che una patente senza ragazzo” divenne poi una delle più belle campagne di sicurezza stradale. La fece l’Asaps, l’Associazione Amici Polizia Stradale, e in quest’immagine c’è tutta l’essenza di questa specie di mostro che è la sicurezza stradale, un Giano moderno che appare a volte crudele, a volte ingiusto. Una figura dalla doppia personalità che vive nascosta e che non ha lo spazio che meriterebbe sui giornali e in Tv ma che equivale a sedici terremoti d’Abruzzo l’anno e che ogni anno fa un milione di infortunati, dai più leggeri a 20mila paraplegici, costando allo Stato qualcosa come 30 miliardi, 5 in più della finanziaria. Lottare per la sicurezza stradale è un impegno duro, richiede l’applicazione di leggi severe, lavorare credendo in quello che si fa. Magari per 1.200 euro al mese e rischiando la pelle come fanno tante forze dell’ordine.
Molto si può ancora fare in questo settore, cominciando da voi giovani. Ecco, ad un neopatentato racconterei proprio questo”.

SE TI DICO “GUARDA AVANTI” A COSA PENSI?

“A questa vostra bella iniziativa per la sicurezza stradale. Il titolo è tutto un programma… Il consiglio contenuto in questo slogan sembra banale ma non lo è affatto!”.