Intervista a Marco Frezza

Marco Frezza, 27 anni, pilota di auto GT. Guida Kart da quando ha 9 anni e continua anche oggi, per divertimento. All’età di 14 anni ha iniziato a correre in monoposto, ed ora corre su vetture GT, gareggiando in Europa e nel resto del mondo.
MarcoFrezza-ridQuando è nata la tua passione per i motori?
Quando avevo circa 9 anni. Un giorno mio padre ha portato me e i miei fratelli ai Kart, da lì abbiamo iniziato ad andare ogni weekend per gioco. È stato proprio mio padre a notare che iniziavo ad andare forte. E così, una passione nata come hobby del fine settimana, si è trasformata in una professione.

Come cambia il tuo comportamento alla guida in pista e su strada?
La differenza tra correre in pista e guidare in strada è molto grande. I problemi e i pericoli su strada, specialmente alla guida delle 2 ruote, sono le altre persone. La mia impressione è che molto spesso gli incidenti in moto, e in auto, siano causati da altri conducenti distratti o che non “guardano avanti”. Ci sono anche altri componenti che compromettono la sicurezza, come ad esempio la velocità. Ho visto molti giovani che per farsi vedere dagli amici o per fingersi ‘piloti’ vanno forte senza avere ‘la macchina in mano’ e non sono in grado di evitare o prevenire un imprevisto e perdono il controllo del mezzo, molte volte causando incidenti.

Ti definisci un guidatore responsabile?
Sì, non faccio telefonate dal cellulare mentre sto guidando, ormai quasi tutte le macchine hanno il Bluetooth ed è facilissimo farlo integrare anche ai modelli che non lo possiedono. Collego il mio telefono al Bluetooth, chiamo e rispondo alle chiamate senza distrarmi e specialmente senza perdere di vista la strada e quello che mi circonda.

Ma secondo te i ragazzi della tua età, o più giovani, conoscono questo tipo di tecnologie?
Alcuni sì, sicuramente chi è prudente si informa. Ma magari il ragazzo/a che non ha questo tipo di tecnologia sulla sua auto non ci pensa.

Sempre parlando di sicurezza stradale e attenzione alla strada, rispetto ai tuoi coetanei, la tua professione ti differenzia?
Essere un pilota, o comunque un guidatore esperto, ti rende più veloce e preparato nel capire le situazioni e gestirle. Quindi si, a me ha aiutato molto e in tantissime occasioni, soprattutto nelle situazioni di pericolo che ho evitato grazie ai miei riflessi e alla esperienza.

L’educazione alla guida è importante per te?
A livello istituzionale l’educazione alla guida non c’è, il sistema italiano è molto focalizzato su leggi e divieti, e questo annoia i giovani. Credo che il ruolo dei genitori sia molto importante, sia nell’informare i propri figli che nel dare loro l’esempio: se loro stessi guidano al telefono i loro figli probabilmente li imiteranno.

Vista l’importanza che ricopre per te il tema della sicurezza stradale, qual è il messaggio che vorresti trasmettere ai giovani guidatori di oggi?
La cosa più importante è che tutti, anche i giovani, ragionino su questo tema: bisogna essere un po’ più maturi per quanto riguarda la sicurezza, sia per se stessi, sia per i passeggeri e le persone che ci circondano. Se sei distratto non vedi un pedone che attraversa o un motorino che sorpassa di lato e rischi di fargli male o di farti del male.
A tutti i neopatentati consiglio sempre di andare a fare dei corsi per la guida sicura, che moltissime case automobilistiche e motociclistiche offrono. Questi corsi ti danno un’ottima preparazione e ti fanno capire determinate cose a cui non penseresti: ad esempio, l’evitare gli ostacoli in modo proattivo, o come controllare le eventuali frenate d’emergenza. Sono corsi specializzati che ti offrono sicuramente un approfondimento sulla capacità di guida e sul comportamento in caso di imprevisti.

“Guarda Avanti” per noi significa concentrazione alla guida, ma anche guardare al futuro. Per te cosa significa guardare avanti?
Guarda Avanti: la prima cosa che mi viene in mente è l’attenzione, il rimanere concentrati, senza essere distratti da radio, telefonino, pensieri etc.. Se rimani focalizzato sulla guida riduci molto le possibilità di un eventuale incidente.