Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale appoggia #guardaavanti

La sicurezza stradale è un tema sempre attuale in Italia, dati gli innumerevoli incidenti che si verificano ogni anno sulle nostre strade. L’ultima indagine IPSOS condotta sul tema, rivela che sono 4.731 i morti dovuti ad incidenti stradali, a cui vanno aggiunti un milione di feriti, 20mila dei quali resteranno invalidi a vita. Una tragedia che costa all’Italia oltre 30miliardi di euro in costi sociali, equivalente di 2 punti del prodotto interno lordo. Cifre abbastanza inquietanti.

Cartolina-ANIA2Ha fatto della sicurezza stradale una vera mission la Fondazione ANIA, onlus costituita nel 2004 dalle Compagnie di Assicurazione con l’unico obiettivo di incrementare la sicurezza stradale attraverso progetti ed iniziative volti a ridurre l’incidentalità e a salvare vite umane. Il Segretario Generale della Fondazione, Umberto Guidoni, felice di sostenere la campagna di TIM, #guardaavanti, ci illustra alcuni progetti ideati per combattere questo fenomeno, essendo -sottolinea il Segretario Generale -“L’Italia il paese dell’Unione Europea con il maggior numero di morti sulla strada.”

L’ANIA ha condotto qualche anno fa un’indagine campionaria sulla popolazione italiana: fra chi ha avuto un incidente nel corso della sua vita da guidatore, il 50 per cento dichiara che questo incidente è stato causato dalla distrazione. Da qui l’idea dell’ANIA di dar vita un paio di anni fa alla campagna «Pensa a guidare», che, in occasione della dodicesima giornata del campionato di serie A, coinvolse 4 squadre in rappresentanza di tutto il calcio italiano, lo sport più amato e quindi seguito dagli italiani. Furono anche creati slogan trasmessi in radio, tv o affissi nelle città, che mettevano in evidenza gli atteggiamenti sbagliati tenuti dai guidatori come “Pronto? No che non mi disturbi, sto guidando” o “Ma va, un ritocco al rossetto non ha mai ucciso nessuno” o ancora “Se apro il finestrino, mi posso accendere una sigaretta”.

Nella distrazione, un elemento che la fa da padrone è l’utilizzo del cellulare alla guida. Precisa Guidoni: “Come ben esplicitato nel progetto #guardaavanti, con utilizzo del cellulare non si intende infatti soltanto la telefonata, ma anche la scrittura di sms o sui social network, insomma l’utilizzo delle chat in senso generale. Pensi soltanto che anche guardare il display per 3 secondi, viaggiando ad una velocità di 100 km/h, corrisponde a percorrere una distanza di 90 metri completamente bendati. E percorrere a 100 Km/h 90 metri significa potenzialmente commettere una strage”.

Per questo, anche quest’anno, la campagna nazionale di comunicazione di ANIA contiene uno spot che sulla distrazione da cellulare. Però, come sottolinea Guidoni, tutto ciò da solo non basta: “Chiaramente mi sento di dire che, oltre alla sensibilizzazione dei guidatori, scoraggiando l’utilizzo del cellulare e incentivando l’uso del vivavoce – quando risulta proprio necessario telefonare – è necessaria un’operazione di controllo più stringente rispetto a quella attuale. Nei centri urbani è infatti spesso tollerato l’uso del cellulare alla guida, e questo è un atteggiamento che va assolutamente modificato”

Guidoni chiude l’intervista con un auspicio, che il Governo inasprisca le sanzioni: “Oggi è prevista una sottrazione dei punti della patente per chi viene sorpreso con il cellulare alla guida, e c’è un disegno di legge per incrementare questa sanzione. Io ritengo che siano necessari una maggiore attenzione e controlli più intensivi, altrimenti l’abitudine di usare il telefonino mentre siamo al volante sarà difficile da sradicare.”

Quote: “Fra chi ha avuto un incidente nel corso della sua vita da guidatore, il 50 per cento dichiara che questo incidente è stato causato dalla distrazione”

Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA.