ANAS #guardaavanti per la sicurezza stradale

“Sono tre le variabili che influiscono sulla sicurezza stradale: le infrastrutture, il veicolo e l’uomo. Queste tre componenti, messe in relazione tra loro, determinano quello che succede sulle nostre strade e solo un intervento congiunto su ognuno di essi può portare davvero a raggiungere l’obiettivo di diminuire gli incidenti stradali” – Ing. Roberto Mastrangelo, Vicedirettore Area Esercizio ANAS (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade).

Cartolina-Intervista-MastrangeloQuali sono, a suo avviso, le innovazioni che hanno maggiormente influito sulla sicurezza stradale?
“Sicuramente le moderne norme per la sicurezza stradale impongono degli standard molto elevati in termini di larghezza delle carreggiate, dispositivi di sicurezza come i guard rail, segnaletica orizzontale, impianti tecnologici delle gallerie, ecc.
Ma le statistiche indicano nell’uomo, nella disattenzione o nel mancato rispetto delle regole della circolazione, la causa prevalente degli incidenti. Questo perché purtroppo molti di noi pensano di poter fare in auto le stesse cose che si fanno in altri momenti, in casa o in ufficio, ma a 110 km orari bastano solo pochi secondi di distrazione per percorrere centinaia di metri ‘al buio’. Fortunatamente, l’introduzione della patente a punti e del monitoraggio della velocità attraverso il sistema dei tutor hanno determinato una sensibile modifica del comportamento stradale degli utenti e una conseguente riduzione del numero degli incidenti.”

Ci sarà nel futuro prossimo un nuovo sistema / impianto che state studiando, in tema di sicurezza?
ANAS ha messo a punto delle nuove barriere di sicurezza “salva motociclisti”. Le barriere attuali infatti sono state progettate, realizzate e testate per contenere i veicoli leggeri e pesanti, ma non per tenere conto dell’impatto delle motociclette. Abbiamo fatto uno studio specifico e individuato la zona della barriera che generalmente è interessata dall’impatto delle motociclette (che ripiegando sull’asfalto, tendono a scivolare sotto le fasce). Siamo arrivati a progettare una barriera di sicurezza dotata di una fascia inferiore che evita che le motociclette, in caso di incidente, possano rimanere bloccate con gravi conseguenze per il conducente. L’abbiamo sperimentata e testata secondo le norme vigenti, adesso stiamo valutando dei partner pronti a produrre questo tipo di barriere, che riteniamo innovative e soprattutto utili a salvaguardia di un’utenza debole come quella dei motociclisti.

Cosa pensa della campagna di TIM #guardaavanti?
“La popolazione più giovane è anche quella maggiormente coinvolta in incidenti stradali, specialmente in alcuni giorni della settimana. Ben vengano campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai ragazzi: possiamo anche viaggiare su un veicolo o una carreggiata non moderni, ma sicuramente è l’uomo che determina quello che succede sulla strada. E’ molto facile imparare tecnicamente a guidare, molto più complicato rimanere concentrati e percepire il pericolo, avvertendo in anticipo quello che potrebbe causarci delle criticità. La sicurezza stradale inizia dai nostri comportamenti!”

Roberto Mastrangelo è Vicedirettore Esercizio, Direzione Centrale Esercizio e Coordinamento del Territorio, Direzione Generale ANAS (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade).
Ecco di cosa si occupa:
“ANAS si occupa della progettazione, della manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere stradali, della supervisione diretta e dell’infomobilità. ANAS è infatti gestore della rete stradale nazionale, il che significa circa 25.000 Km tra statali e autostrade. Una rete, la nostra, molto complessa, realizzata nel dopoguerra, che conta oltre 1.100 gallerie, uno dei numeri più alti d’Europa. Proprio le gallerie sono particolare oggetto della nostra attenzione in ambito sicurezza: ANAS ha infatti predisposto delle linee guida per la loro corretta progettazione e si sta occupando di una graduale messa a norma delle gallerie esistenti, anche sulla base delle direttive europee.”
“La fase della progettazione è un aspetto fondamentale, perché progettare in sicurezza significa tenere conto, in fase preliminare, di quelli che possono essere i punti e le criticità che possono determinare problematiche in fase di esercizio. Oltre ad una sana progettazione, che tenga ovviamente conto delle normative e delle tecnologie più avanzate, un secondo aspetto importante è quello della manutenzione: mantenere in efficienza la rete garantendo uno standard qualitativo sempre elevato, che consenta la circolazione sicura dei veicoli. Questo significa attuare sia interventi programmati, periodici, di manutenzione ordinaria, che interventi mirati indirizzati a opere particolari, oltre ad intervenire sui cosiddetti ‘punti neri’, ovvero le zone che nel corso dell’esercizio si sono rivelate di particolare criticità dal punto di vista dell’incidentalità.”
“Costruire una buona strada significa anche gestire una buona strada. La gestione e il monitoraggio di quello che succede sulla rete stradale avvengono sia da remoto, attraverso sale operative regionali, sia con l’ausilio di personale a bordo di una flotta di oltre 1.000 veicoli dotati di localizzatore satellitare e telecamera a bordo. Questo ci permette di sapere quello che succede sulla rete, in modo da poter intervenire il più rapidamente possibile sulle criticità e informare l’utenza per consentirle di affrontare quel tratto di strada con una dovuta attenzione oppure di scegliere un itinerario alternativo.”